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Rebecca: vi racconto cosa ho imparato in Sudafrica

Sapevo che questo viaggio mi avrebbe dato qualcosa che avrei custodito per sempre nel cuore, con grande rispetto e anche un po' di gelosia. Lo sapevo perché era qualcosa che cercavo da tempo, perché quando prendi una decisione del genere é perché ne hai un bisogno irrefrenabile, quasi viscerale. Inizia così il messaggio di Rebecca Fasano, studentessa di Torino che, nel 2014, ha trascorso un semestre in Sudafrica. 

Ora che è passato un po' di tempo da quel viaggio, credo di sapere davvero che cosa mi porto nel cuore e cosa mi è stato insegnato dall'Africa: che l'orgoglio non serve, perché conta la natura immensa che hai davanti e intorno a te, i sorrisi e la purezza delle persone e dei bambini in particolare. Ho imparato a sentirmi piccola davanti all'immensa meraviglia della natura, le balene che saltano fuori dall'acqua al tramonto, le strade piene di Baboons, i pinguini, le foche, Cape of Good Hope dove l'Atlantico e l'indiano si sposano, davanti ad un lembo di roccia scoscesa. Ho imparato ad amare profondamente i silenzi, ti pervadono e ti entrano nei pensieri, ma ti fai abbracciare e assapori quel momento di pura solitudine che a volte manca qui da noi. Ho imparato che se almeno una volta al giorno non ci si emoziona, c'è qualcosa che non va. Ho imparato a sorridere, come non avevo mai fatto prima, ma anche a respirare a pieni polmoni. Ho imparato che la libertà è una prerogativa di tutti e non importa il colore della pelle. Siamo nati e siamo liberi, di essere ciò che siamo. Ho imparato ad adattarmi a realtà che inizialmente mi spaventavano ma che poi sono diventate CASA, e sono la cosa che mi manca di più.

Ho capito che avrò sempre un posto dove andare e una seconda famiglia su cui contare, di cui sento la presenza vicino a me ogni singolo giorno. Ho imparato a rialzarmi e a superare le avversità senza troppe remore e ad assumermi le responsabilità delle mie azioni. Ho imparato il vero significato delle parole BE CAREFUL che risuonavano come un "ti voglio bene", voglio che tu stia per sempre con me. Ho amato e amo la mia famiglia ospitante, che mi ha accolta in casa come una sorella e figlia.

E soprattutto, ho imparato che non è un viaggio in Africa che ci cambia la vita, perché non basta un viaggio per conoscere se stessi, ma nemmeno 2, 3, 4 o 5. A volte non basta una vita, figuriamoci sei mesi. Ma un viaggio così ti scuote dal torpore, ci fa vedere le cose da un'altra prospettiva che probabilmente non avevamo nemmeno preso in considerazione.

Non posso dire di aver capito quale sarà la mia strada, perché ancora ora non lo so. L'Africa mi ha messa alla prova e mi ha dato delle lezioni e spunti, che porterò con me per sempre ogni giorno, ogni minuto... mi ha fatto capire che a volte bisogna lasciare andare e abbracciare ciò che verrà, senza tenere tutto sotto controllo, che la libertà esiste ed è tangibile e che dobbiamo vivere a pieno ogni secondo che ci viene dato.

Asante sana rafiki Africa.

Rebecca

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